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[Accadde oggi]. Quello che al giorno d’oggi è di uso comune a tal punto da apparire quasi scontato e banale ai nostri occhi spesso è stato oggetto di studi e ricerche, come nel caso della tastiera a pulsanti del telefono fisso. Introdotto per la prima volta il 18 Novembre 1963, questo strumento rappresentò un vero e proprio traguardo nell’ambito della tecnologia delle telecomunicazioni, raggiunto grazie al lavoro dei ricercatori della compagnia made in USA Bell System.

Stiamo parlando di un momento cruciale nel mondo della telefonia, che ha visto il passaggio dai classici telefoni col disco combinatore a quelli con tastiera. La storia insegna che, di fronte a un grande cambiamento, ci vogliono anni, se non addirittura intere generazioni, prima che un’innovazione diventi parte integrante della vita di tutti i giorni; basta pensare che nelle case degli italiani i vecchi telefoni col selettore a ruota sopravvissero per quasi trent’anni, fino agli anni Ottanta/Novanta.

I laboratori di ricerca e sviluppo della Bell Company avevano così compiuto un passo avanti decisivo: avevano reso più rapida la composizione dei numeri di telefono. Ma non solo: si dedicarono allo studio del modo più efficace di posizionare i tasti. Molti furono gli schemi presi in considerazione, di cui alcuni molto fantasiosi: tasti disposti ad arcobaleno, a cerchio, in due colonne in verticale, in due colonne in orizzontale, a piramide, a scaletta, e molti altri ancora, come mostrato nell’immagine sottostante.

Illustrazione pubblicata dal “The Bell System Technical Journal”, Luglio 1960

Dopo una serie di valutazioni, test, ed esperimenti con volontari, prevalse il modello a cui siamo abituati oggi, che richiama quello delle calcolatrici ma al contrario: i tasti da 1 a 9 sono messi su tre file, ciascuna composta da tre tasti, con lo zero da solo in basso al centro, col senso di lettura da sinistra verso destra, dall’alto verso il basso. Questa fu la soluzione adottata in quanto si rivelò essere la più pratica, veloce e funzionale.

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