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Geo-blocking: entra in vigore il regolamento con cui l’Ue ne sancisce lo stop

Gianluca Martucci 3 Dic 2018 02:22 Nessun Commento

Era necessario l’intervento dell’Unione Europea per decretare l’estinzione della pratica del geo-blocking. Il merito è da attribuire al regolamento 302/2018, approvato il 28 Febbraio 2018 e che entrerà in vigore a partire da oggi 3 Dicembre 2018.

Il geo-blocking si presenta come una misura restrittiva al commercio online che impedisce gli scambi e le vendite di prodotti a un soggetto che si trovi o risieda in uno stato membro diverso da quello in cui si trova l’azienda. Il meccanismo opera impedendo l’accesso, o il completamento dell’ordine o il download dei contenuti del sito web da cui si vuole acquistare, o negando la spedizione del prodotto, o ancora apponendo ulteriori costi per ragioni di nazionalità.

Bandiera Europa

 

Si tratta di un grande handicap per il consumatore che si trova così colpito da un danno che non trova in molti casi una base oggettiva di giustificazione (laddove una motivazione oggettiva può essere giustificata solo ad esempio sulla base di costi maggiori derivanti da problemi legati alla spedizione o all’osservazione dei vincoli legislativi che rendono più onerosa la vendita del prodotto).

Come la Commissione Europea ha dichiarato in un comunicato stampa dopo l’approvazione della legge da parte del Parlamento Europeo:

Questo traguardo non consiste solo nel rendere più facile il commercio elettronico ugualmente tra aziende e produttori: è un importante pezzo del puzzle che si dovrà formare anche su prezzi di consegna più trasparenti e accessibili, su una semplificazione delle regole sulla tassa sul valore aggiunto e una maggiore protezione del consumatore. Abbiamo anche richiesto un accordo su regole armonizzanti per la vendita e gli acquisti online. Tutti questi elementi sono importanti per creare un mercato unico digitale competitivo e ben funzionante.

In effetti il regolamento europeo per la rimozione delle barriere del geo-blocking è solo uno dei tanti provvedimenti con cui l’Europa sta cercando di rendere il commercio online più trasparente e vantaggioso per i consumatori.

Anche l’Unione Europea è chiamata ad intervenire in questo nuovo campo gettando le basi per una regolamentazione che sia comune fra gli stati membri e che possa creare un unico grande blocco commerciale anche per questa tipologia di mercato.

Le vendite online stanno crescendo del 22% all’anno e le istituzioni europee si sono accorte delle politiche discriminatorie che i commercianti europei pongono ai cittadini degli altri stati dell’Unione. In contraddizione con i ritmi esponenziali di crescita di questo nuovo settore, è stato stimato che nel 2015 fino al 63% dei siti online abbia impedito ai consumatori, in un modo o in un altro, di acquistare da un Paese diverso.

Come in passato è successo per la rimozione delle barriere alla libera circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e delle persone nel mercato fisico, l’Europa sta cercando di agire per regolamentare i rapporti tra gli stati membri anche nel mercato digitale.

La rimozione delle misure analoghe al geo-blocking e l’intervento per una migliore difesa nei confronti del consumatore sono le due principali azioni con cui si può permettere al settore del mercato digitale in Europa di crescere su basi solide, costituite da diritti e regole che fanno capo ad un comune interesse generale.







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